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l'impianto
L'uomo interviene sulla terra affinché dia la miglior resa possibile del prodotto, con mezzi e strumenti di lavorazione e con il bagaglio di conoscenze e abilità tecniche frutto di una esperienza antica.
La quasi totalità degli impianti viene ancora preparata con l'utilizzo della forza animale in quanto risulta più agevole la preparazione del terreno con file così vicine e regolari. L'aratro di ferro ha sostituito quello in legno intorno alla metà degli anni cinquanta.

Per tradizione i contadini riservano 15 giorni circa (dalla fine di settembre all'inizio di ottobre) per l'impianto di nuovi terreni a zafferano.
aratro
Questa pratica agricola comporta:
  • L'espianto dei bulbi;
  • La mondatura dei bulbi;
  • La preparazione del terreno;
  • La messa a dimora dei bulbi
Sia l'espianto che la messa a dimora dei bulbi viene tuttora eseguita con l'aratro di ferro trainato dal cavallo. L'aratura è funzionale alla messa a dimora dei bulbi e và eseguita con estrema attenzione e con accurato senso estetico mediante la realizzazione di solchi regolari.
la fioritura
la fioritura
A metà ottobre iniziano a spuntare le spate bianche, dopo qualche giorno inizia la fioritura: un preciso giorno lo zafferano comincia a fiorire contemporaneamente, in tutti i campi con terre di diverse qualità, con impianti di età diversa e persino nelle ciottole.
la raccolta la raccolta
Dopo qualche ora tutto il paese è in fermento: le famiglie (soprattutto le donne) si organizzano in previsione di un buon raccolto.
I fiori vanno raccolti entro la mattinata in modo che possano essere puliti entro le dodici ore: il problema principale è la ricerca di persone che anche nel giro di poche ore siano disponibili per la raccolta.
sa diì e su grofu
Nel giorno di massima fioritura "sa dìi e su grofu" il raccolto inizia quando i fiori sono ancora chiusi e il lavoro può essere molto faticoso infatti può durare anche sei/sette ore.
sa di de su grofu
la mondatura la mondatura
Un momento riservato alle donne: per quindici giorni attorno ai tavoli le donne s'incontrano e si raccontano in un clima di amicizia e di complicità. Questa operazione consiste nel separare gli stimmi dalle restanti parti del fiore facendo attenzione a non dividerli: per eseguire questa operazione occorre una grande quantità di manodopera (il triplo delle persone necessarie per la raccolta).
sa feidadura
sa feidadura
Questa operazione tipicamente sangavinese, consiste nell'ungersi le mani con olio d'oliva extravergine e nel manipolare delicatamente gli stimmi freschi.
Dopo "sa feidadura" gli stimmi vengono esposti al sole su tavoloni di legno per almeno una giornata.
Per il consumo gli stimmi vengono preparati mediante sa tiriadura:
  • essi vengono tostati tra due fogli di carta da pane e con il ferro da stiro o vicino ad una fonte di calore moderata
  • gli stimmi così tostati sono facilmente polverizzabili con un cucchiaio.
 
 
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::Progetto e realizzazione Massimiliano Angei::